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Transnistria

Transnistria, anche conosciuta come Transdniestria or Trans-Dniester

La Transnistria è una sottile striscia di terra compresa tra la riva sinistra del fiume Dniestr e la frontiera con l’Ucraina. La Transnistria venne unita alla Bessarabia (Moldavia) solo in seguito all’annessione sovietica di quest'ultima nel 1940, prima, e alla fine della Seconda Guerra Mondiale, in maniera definitiva. Sebbene oggi Transnistria e Bessarabia facciano ufficialmente parte dello stato moldavo, esse sono divise de facto in seguito alla creazione di una Repubblica Transnistriana di Moldavia, con capitale Tiraspol.

Abitata prevalentemente da russi e slavi la Transnistria (regione a est del fiume Dnjestr) si sottrae al controllo del governo centrale di Chisinau. Nel 1991/92, durante un conflitto armato tra il governo e la provincia secessionista, sono state disseminate anche mine nella regione e non tutte sono state rimosse.

La Transnistria (anche conosciuta come Transdniestria or Trans-Dniester) o Repubblica Moldava di Transdniestria o Repubblica Moldava di Transnistria (MRT) dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo) è una entità separata della Moldavia, nell'Est Europeo, tra Moldavia e Ucraina. Il noma deriva da esso essendo l'area della Moldavia est del fiume del fiume Dniester (Nistru).

Stato Politico

É considerata internazionalmente parte della Moldavia, e precedentemente parte della Repubblica Socialista di Moldavia, ma ha dichiarato l'indipendenza come Repubblica Moldava Transnistria o secondo la costituzione Pridnestrovian Repubblica Moldavia (Pridnestrovie), con capitale Tiraspol. L'ultimo censimento ufficiale mostrava una grande diversità etnica con un 40% della popolazione di origine rumena.

Le autorità russe contribuirono sia militarmente e politicamente alla creazione del regime separatista della Transnistria. La Transnistria rimane sotto effettiva autorità, o almeno sotto una decisiva influenza della Russia ed in ogni caso questa fornisce un supporto militare, economico, finanziario e politico.

Le locali autorità della Transnistria osteggiano l'educazione della lingua madre moldava in caratteri latini, insistendo che invece ogni istituzione educativa insegni l'uso della lingua ufficiale utilizzando l'alfabeto cirillico. Sono stati segnalati casi di arresti arbitrari dei cittadini, specialmente dei filo-moldavi e filo-rumeni.

Fino al XX secolo

La regione era popolata da tribù slave e nomadi turchi. Una parte della Kievan Rus' al tempo, e una formale parte della Gran Ducato di Lituania, nel XV secolo l'area finì sotto il controllo dell'Impero Ottomano. A quel tempo, la popolazione era sparsa e all'incirca moldava/rumena e ucraina, ma anche includeva la popolazione nomade Tartari.

Alla fine del XVIII secolo ci fu la colonizzazione della regione da parte dell'impero russo, con lo scopo di difendere quello che era al tempo il confine sud ovest dell'impero, avendo come risultato un incoraggiamento di una larga migrazione nella regione, includendo la popolazione di nazionalità Ucraina, Russia e Germania.

Repubblica Autonoma

Nel 1918 il Direttorato di Ucraina (a quel tempo indipendente) proclamò la sua sovranità sulla parte sinistra del fiume Dniestr. A quel tempo, la popolazione era per il 48% ucraina, 30% moldava, 9% russa e 8,5% ebrea. Un terzo della regione (attorno Balta, con maggioranza ucraina)) fa parte oggi dell' Ucraina. La regione divenne parte dell'"Oblast Autonomo di Moldavia" creata nel 1922 nella RSS di Ucraina. L'entità fu trasformata in repubblica autonoma nel 1923. Chi parlava la lingua rumena era ancora una gran parte della popolazione e di conseguenza furono aperte scuole in cui si insegnava la lingua rumena.

Seconda Guerra Mondiale

La RSS di Moldavia, che era stata instituita da una decisione del Soviet Supremo dell'URSS il 2 Agosto 1940, era formata in parte della Bessarabia presa dalla Romania il 18 Giugno, seguendo il patto Molotov-Ribbentrop, dove la maggioranza della popolazione erano di lingua rumena e una striscia di terra sulla parte sinistra del fiume Dniestr nella RSS di Ucraina; la Transnistria fu trasferita ad essa nel 1940.

Nel 1941, dopo che le Potenze dell'Asse invasero la Bessarabia all'inizio dell'Operazione Barbarossa, essi avanzarono sopra la riva del Dniestr. La Romania annesse l'intera regione tra il Dniestr e il fiume Bug, includendo la città di Odessa. L'Unione Sovietica riguadagnò l'area nel 1944 quando l' Armata Rossa penetrò nel territorio facendo indietreggiare le Potenze dell'Asse.

Moldavia Russa

La RSS di Moldavia fu oggetto di una politica di sistematica russificazione, anche maggiore che nel periodo zarista. Il cirillico divenne la scrittura ufficiale della lingua moldava. Esso aveva uno status ufficiale nella repubblica, insieme al russo, che era la lingua di comunicazione etnica.

La maggior industria che fu costruita nella RSS di Moldavia era concentrata nella Transnistria, mentre il resto della Moldavia aveva una economia prevalentemente agricola. Nel 1990, la Transnistria ha rappresentato il 40% del PIL moldavo e il 90% della produzione elettrica.

La 14a armata si insediò nel paese fin dal 1956 e lì rimase anche dopo la caduta dell'Unione Sovietica per salvaguardare il più grosso arsenale di munizioni e deposito di munizioni in Europa. La Russia stava negoziando con la Repubblica di Moldavia, Transnistria ed Ucraina per trasferire i diritti sul materiale militare alla Russia. Nel 1948, le sedi della quattordicesima armata erano state spostate dalla capitale moldava Chişinău a Tiraspol.

La Separazione

Durante gli ultimi anni del 1980, il paesaggio politico dell'URSS stava cambiando con la politica della perestroika di Mikhail Gorbachev, che ha permesso la liberalizzazione politica a livello regionale. L'incompleta democratizzazione era preliminare per il nazionalismo che diventava la principale dinamica forza politica. Qualche minoranza politica si oppose a questi cambiamenti nella classe politica della Repubblica moldava, dato che dal tempo dei Soviet, i politici locali sono stati spesso dominati dai non-rumeni, particolarmente da quelli di origine russa.

Le leggi sulla lingua introdussero l'alfabeto latino per la scrittura moldava, sebbene una grande porzione della popolazione non-rumena della RSS di Moldavia non parlasse il moldavo. Il problema delle lingue ufficiali nella Repubblica Moldava divenne un nodo gordiano, esagerato e forse intenzionalmente politicizzato. Questo fastidio verso le nuove politiche era manifestato in maniera più visibile nella Transnistria, dove i centri urbani come Tiraspol, avevano una maggioranza slava. Secondo il censimento nel 1989, la popolazione nella Transnistria era il 39,9% moldavo, 28,3% ucraino, il 25,4% russo e 1,9% bulgaro.

Il 2 Settembre 1990 fu proclamata la Repubblica Moldava di Transnistria. Il 25 Agosto 1991 il Soviet Supremo dell MRT adottò la dichiarazione di indipendenza del MRT. Il 27 Agosto 1991 il parlamento moldavo la dichiarazione di indipendenza di Repubblica di Moldavia, il cui territorio includeva la Transnistria. Il parlamento moldavo chiese al Governo dell'USSR di "iniziare le negoziazioni con il Governo moldavo in modo da porre fine all'occupazione illegale della Repubblica della Moldavia e ritirarsi dal territorio moldavo".

Le forze della 14 armata stazionarono nella Trasnistria, avevano combattuto a favore delle forze separatiste della Trasnistria. I separatisti erano capaci di armare se stessi con armi prese dai magazzini della precedente 14 armata. Il ruolo dei russi della 14 armata era cruciale al risultato della guerra. L'esercito moldavo era in posizione di inferiorità per riprendere il controllo della Transnistria. Un cessate il fuoco fu accettato e siglato il 21 Luglio 1992.

Conseguenze

Persino dopo l'accettazione del cessate il fuoco, la Russia aveva continuato a provvedere militarmente, politicamente ed economicamente a supportare il regime separatista, rendendo possibile la sua sopravvivenza e il suo rafforzamento. Il Generale Aleksandr Lebed, comandante del ROG dal Giugno 1992, si comportava come un politico della Transnistria, dicendo molte volte che la sua armata poteva raggiungere Bucarest in due ore. Nella zona di sicurezza controllata dalle forze di pace della Russia, il regime del MTR continuava a schierare le sue truppe illegalmente ed a costruire e vendere armi. Nel Febbraio 2003, gli Usa e l'Unione Europea imposero delle restrizioni contro la leadership della Transnistria.

L'OSCE sta provando ad avviare un negoziato stabile ed ha avuto una missione osservatrice nel posto per diversi anni. L'esercito russo è ancora schierato nel territorio moldavo.

Il Memorandum Kozak

Nel Luglio 2002, l'OSCE, la Russia e i mediatori dell'Ucraina approvarono un documento per il ritorno della Moldavia ad un sistema federale. Fondamentali divisioni si sono avuti sulla divisione del potere rimasto.

A metà Novembre 2003, la Russia immediatamente intavolò un dettagliato memorandum provvedendo una dettagliata proposta per la costituzione di uno stato federale moldavo unito. Prima pubblicato in Russia sul sito web del ministero degli esteri della Transnistria, il testo era promosso da Dmitry Kozak, un uomo di spicco dello staff del presidente Putin. Il memorandum Kozak rappresentava una rottura con la leadership della Transnistria, la posizione della Transnistria doveva avere uno status uguale al resto della Moldavia.

Per la Moldavia federale era stato proposto che le competenze di governo fossero divise in tre categorie: quelle della federazione, quella dei soggetti e quelli delle competenze unite. Il piano presentava diverse domande rischiando di causare un blocco politico. La camera bassa, eletta dalla rappresentanza proporzionale, dovrebbe passare la legislazione da semplice maggioranza. Tutte le leggi dovrebbero aver bisogno dell'assenso del senato, comunque, quella rappresentanza dovrebbe esser altamente sproporzionata rispetto alla popolazione: 13 senatori eletti dalla bassa camera federale, 9 dalla Transnistria e 4 dalla Gaugazia. Secondo il censimento del 1989, la Transnistria ha il 14% e la Gaugazia il 3,5% della popolazione totale della Moldavia. Da questo piano la Transnistria dovrebbe essere una minoranza autentica ostruente.

Grandi dimostrazioni contro il memorandum Kozak presero luogo in Chişinău nei giorni seguenti la pubblicazione delle proposte russe. La leadership moldava rifiutò di firmare questo memorandum senza la coordinazione delle organizzazioni europee. Una visita del presidente Putin in Moldavia fu cancellata. La Moldavia e il memorandum Kozak era all'ordine del giorno all'incontro dei ministri dell'OSCE a Maastricht nel Dicembre 2003. A causa del disaccordo tra la Russia da una parte e l'Unione Europea e gli Stati Uniti dall'altra, la questione moldava fu una delle principali ragioni per cui una dichiarazione finale non fu adottata dopo il meeting.

Crisi 2004

Approssivativamente 11200 bambini su 79000 studenti della Transnistria sono educati nel linguaggio moldavo usando la scrittura cirillica.

Nell'estate del 2004, le autorità della Transnistria chiusero con la forza 6 scuole che insegnavano il linguaggio scritto in caratteri latini. Circa 3.400 bambini iscritti sono stati colpiti da questa misura. Diversi insegnanti e genitori che si opposero alla chiusura furono arrestati. Durante la crisi, il governo moldavo decise di creare un blocco che isolasse la repubblica autonoma dal resto del paese. Il blocco era inefficiente causa la mancanza di cooperazione del governo ucraino di Leonid Kuchma. La Transnistria ritagliata da una serie di azioni significava destabilizzare la situazione economica nella Moldavia, tagliando il gruppo di alimentazione dalle centrali elettriche che sono state costruite principalmente in Transnistria nei periodi sovietici. Come risultato, questa crisi generò la mancanza di energia elettrica in molte parti della Moldavia. Le scuole chiuse furono riaperte ma esse hanno ancora lo status di "istituzioni educative non-governative".

Colloqui patrocinati dall'Ucraina

Nel Maggio 2005, il governo ucraino di Viktor Yushchenko propose un piano in sette punti dal quale la separazione della Transnistria dalla Moldavia si dovrebbe arrivare attraverso un negoziato stabile e con libere elezioni. Secondo il piano, la Transnistria dovrebbe rimanere una regione autonoma della Moldavia. Gli Stati Uniti, l'Unione Europea e l' MTR espressero di accettare il progetto. Nel Luglio2005, l'Ucraina aprì 5 nuovi posti di confine tra Transnistria e Ucraina. I posti, pattugliati da ufficiali moldavi ed ucraini, sono intesi a ridurre l'alta incidenza di contrabbando tra i 2 stati separati ed il suo vicino.

Diritti Umani

La Repubblica della Moldavia, così come gli altri stati stranieri e NGO dichiara che il governo separatista della Transnistria è autoritario ed ha un record di carenza di diritti umani ed è accusato di arresti arbitrari e torture. Molte organizzazioni denunciano che il diritto di libera assemblea o associazione non è pienamente rispettato e che la libertà di religione è limitata. Le elezioni presidenziali nel 2001 in Transnistria non furono considerate libere da molti analisti ed osservatori. I critici delle elezioni passate sostengono che alcuni partiti e pubblicazioni furono vietati appena prima le elezioni e che i risultati erano sospetti, come in alcune regioni era riportato che Igor Smirnov collezionò 103.6% dei voti.

La Repubblica della Moldavia anche accusa l'amministrazione dell' MTR di incursioni nei villaggi nella zona sinistra dello stato controllato dal governo moldavo come Vasilevca, i quali sostengono inoltre di aver avuto diversi arresti, di essere stati picchiati e persino con uccisioni.

Nel caso di Ilie Ilaşcu, la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, vorrebbe che la Moldavia e la Russia prendessero tutte le misure necessarie per mettere fine alla detenzione arbitraria di Ilie Ilaşcu, Andrei Ivanţoc eTudor Petrov-Popa, ancora imprigionati in Transnistria.

Ilie Ilaşcu fu arrestato, insieme con 4 altre persone, nelle loro case di Tiraspol in una mattina di Giugno 1992. Successivamente sono stati accusati dell'omicidio di due "funzionari" ed incriminati di terrorismo contro l' MRT. È stato poi dichiarato che il motivo reale per il loro imprigionamento era la loro associazione politica o la loro mancanza di sostegno alla Transnistria.

Popolazione

All'ultimocensimento del 1989, la popolazione era di 546400 abitanti.

Recentemente, c'è stata una forte emigrazione dalla regione dovuta alle difficoltà del 1990. Ciò è una delle ragioni per le quali una parte sproporzionatamente grande della popolazione è oltre l'età della pensione.

Censimento 1989

Totale popolazione sulla parte sinistra del fiume Nistru (meno Tighina): 546400
Totale popolazione in zona maggiore sulla parte sinistra del fiume Nistru (meno Tighiana): 600,700

  • Moldavi (rumeni): 40%
  • Ucraini: 28%
  • Russi: 24%
  • Altri: 8%

Censimento 2004

Totale popolazione (includendo Tighina): 555.500
Totale popolazione (meno Tighina): est. at 425.000 - 477.000

  • Moldavi: 31.9%
  • Russi: 30.3%
  • Ucraini: 28.8%

Economia

La GDP e' circa $420 milioni del GDP pro-capite, basato sul tasso di cambio, è $662, rendendo la zona più povera della Moldavia, e probabilmente la regione più povera d'Europa.

Le informazioni dei visitatori in Transnistria hanno confermato che la media salariale della popolazione non supera $20-$40. Sebbene la popolazione della repubblica fosse di 555,500 nel 2004, è stimato che circa 375,000 della popolazione attualmente risieda nella regione, il resto sta lavorando in Russia o Ucraina. La Transnistria ha servito da porto per i contrabbandieri ed i trafficcanti di combustibili, armi ed altri tipi di contrabbando.Recentemente, una parte dei 70 lanciatori dei missili terra-aria sono spariti dal precendete stoccaggio sovietico e gli ufficiali sono incapaci di ritrovarli. Il governo ucraino, che ha visto per lungo tempo questo commercio illegale, ha recentemente fatto dei passi per prevenire il contrabbando lungo la frontiera aprendo nuovi varchi e formando una squadra interna anti-contrabbando.

La regione ha un certo numero di fabbriche peraltro contraddistinte da tecnologie superate. Una è una fabbrica di munizioni in Tighina (Bender) mentre altre fabbriche di acciaio esistono in Rîbniţa. La fabbrica di Rîbniţa porta circa 50% del reddito della repubblica ed è il fornitore principale dei lavori in quella città.

Un'altra importante fabbrica è la distilleria Kvint di Tiraspol, famosa per il suo forte spirito, che è anche indicato nella bancanota da 5 rubli (rublo della Transnistria).

Una importante compagnia nella repubblica è Sheriff, della quale è proprietario il figlio maggiore del presidente Smirnov. Sheriff ha il controllo virtuale dell'economia, dalla squadra di calcio (FC Sheriff Tiraspol) ed il relativo stadio recentemente costruito ad una catena dei depositi in ogni parte della Transnistria.

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